ASSOCIAZIONE

   

La Congrega / Associazione “ Maria SS.ma del Bosco”

 

 

Dinnanzi ad un accorrere di fedeli, venuti appositamente da lontano per la festa, pochi sanno che questo e’ dovuto alla formazione ed all’azione di un gruppo di  uomini che più  di cento anni fa costituì  la “Confraternita di S. Maria Regina Coeli”.

 Le  confraternite sono associazioni di laici, sorte con maggior sicurezza di documentazione nel secolo XI, allo scopo di svolgere opere di pietà e di misericordia e di promuovere l’incremento del culto. Sono esse all’origine degli ospedali e ricoveri per bisognosi ed anziani.

 

Era l’8 dicembre 1880 quando al Vescovo di Venosa S. Ecc. mons. Francesco Maria Imparati veniva sottoposto lo statuto dell’istituenda confraternita e successivamente dallo stesso approvato ad experimentum il 12 gennaio 1881.

Aprendo un foglio di associati che parte di 1^ impianto col n. di 180 circa.

si evince  che in data 23 gennaio 1881 e’ riportata la 1^ delibera riguardante l’apertura della congregazione con nomina del rettore e degli ufficiali.

 

La 2^ delibera del 1^ febbraio 1881 aveva all’o.d.g.:

la tassa di ammissione dei nuovi fratelli; lo stipendio al cappellano e segretario ed

infine l’acquisto dello stendardo che venne confezionato su seta verde,  con da una parte ricamata l’effigie di Maria SS.ma del Bosco e dall’altra qualsiasi altra figura, da preferirsi il motto seguente: “ Regina Coeli Laetare Alleluia” ricamato in caratteri d’oro su di un nastro bianco.

 

Il 25 febbraio 1881 il sindaco di quel tempo, Saverio Cerabino, inviò al Prefetto della Provincia di Bari , uno statuto ed una domanda “tendente ad ottenere il debito permesso” ( asb,fondo opere pie, busta 104,fasc.4102) per la costituzione della Confraternita S. Maria Regina Coeli, denominata anche Confraternita di Maria SS.ma del Bosco.

Il 09 marzo dello stesso anno, il sottoprefetto di Barletta rispose autorizzandone la costituzione. (asb,fondo opere pie, busta 104, fasc.4102)

 

Le notizie sono ottenute unicamente dai verbali,  i cui discendenti formano gran parte dell’attuale municipalità spinazzolese.  I cognomi,  che si trasmettono di padre in figlio per le generazioni susseguitesi in più di cento anni e che hanno costruito dal poco un movimento devozionale per Maria SS.ma del Bosco sì da far conoscere la sua immagine oltre i confini, sono gli stessi in anagrafe oggi.

 

Fatta questa dovuta e debita considerazione andiamo ad analizzare un po’ nel dettaglio come funzionava la costituenda confraternita e quali erano i fini che ci si prefiggeva.

 

Il 1^ statuto, costituito da 28 art. che regolavano la vita associativa in tutte le sue manifestazioni di culto, fu come già detto approvato da S.Ecc. mons. Francesco Maria Imparati il 12 gennaio 1881. Successivamente, il 29/05/1936 fu rivisto ed allo stesso fu aggiunto “uno statuto tipo per la costituzione del comitato per i festeggiamenti in onore a Maria SS.ma del Bosco” costituito da 18 artt. che regolavano i preparativi per la festa patronale. La sua approvazione e’ datata 24/03/1950. (arch.Parr.San Pietro Ap. Spinazzola, statuto tipo per la costituzione del comitato per i festeggiamenti in onore a Maria SS.ma del Bosco, ms. n.s.)

La confraternita aveva sede nella chiesa Matrice di Spinazzola ed aiutava il capitolo e la parrocchia nelle sue funzioni (art.1). I giovani inferiori a 21 anni non potevano essere ammessi senza il consenso dei genitori o di chi ne facesse le veci. Coloro che avevano compiuto il 21^ anno di eta’, invece, per essere ammessi in congrega erano tenuti a svolgere il noviziato (art.3-5).

I confratelli pagavano due lire e cinquanta centesimi l’anno per il mantenimento della confraternita e per le opere di carità da essa svolte; questa somma doveva essere pagata al cassiere il 2 febbraio di ciascun anno; il cassiere rilasciava ad ogni confratello una ricevuta sul libretto in loro possesso con il quale si attestava l’avvenuto pagamento. coloro che non potevano pagare l’intera somma erano facilitati da un pagamento di dodici rate, da versare ogni prima domenica di ciascun mese (art. 6).

Per le esequie di ciascun  fratello, la confraternita sopportava le spese fino ad una somma di 17 lire. la spesa prevedeva l’accompagnamento fino al cimitero di quindici fratelli e la "somministrazione della coltre e della bara funebre". La sepoltura nella cappella della congrega invece era disponibile ai fratelli che in vita avevano contribuito alla sua costruzione ed al suo  mantenimento; oppure a coloro che versavano la somma di lire 10. La predetta cappella cimitariale e’ tutt’ora in essere e nel 1994 veniva accuratamente ristrutturata.

 

La congrega, durante il primo anno dalla morte di ogni fratello, faceva celebrare in suo suffragio venticinque messe “piane” ed un anniversario (art.11-12).

Gli iscritti che beneficiavano la congrega con una somma non inferiore a venticinque lire erano iscritti nella tabella dei benefattori e considerati tali (art.13).

Le elezioni si tenevano ogni prima domenica di dicembre con voto segreto, dopo la celebrazione della messa e la invocazione dello spirito santo con l’inno “ veni creator spiritus “ (art.19).

La direzione della confraternita era nelle mani di un numero di “ufficiali” , democraticamente eletti dalla base. Non  poco in tempi di monarchia e dittatura: era un’oasi di libertà, corrispondente alla dignità umana.

 

Detti ufficiali erano indicati per la loro funzione con questi nomi:

priore, 1^ e 2^ assistente, consultori, maestri di novizi (gli apprendisti prima di essere “confratello”), cassiere, segretario, tesoriere, razionali (consiglieri), maestri di cerimonie di coro,  sagrestani, elemosinieri, infermieri, maestri di cerimonie di processioni.

Maggior spicco lo riscontrava senz’altro il priore. e’ intorno ad alcuni di questi che si possono  riassumere gli oltre 100 anni di storia della confraternita.

 

Ha attraversato due guerre e se ne hanno tracce  nel libro dei verbali:

“per l’anno 1916 e 1917, stato di guerra tra l’Italia e l’Austria, non potendosi procedere a nomina alcuna per mancanza di numero dei fratelli,  resta sempre in carica l’amministrazione reggente” (verbale del 1^ gennaio 1917).

 

E ancora: “l’anno 1936 il giorno tre del mese di gennaio in Spinazzola… ora che la patria reclama dai suoi figli oro per la sua maggior grandezza, si crede questo il momento opportuno per alienare l’oro ex-voto” (furono per la precisione  grammi 1615).

Ed infine come non ricordare il gesto dei reduci dalla guerra di Spagna e dell’ Africa orientale, che offrirono oggetti  vari “memori delle grazie ottenute dalla Madonna del Bosco per scampato pericolo “ (31/12/1939).

 

Il 22/04/1945 l’allora padre spirituale Francesco Maria Gammarino ricevette ordini precisi dal vescovo diocesano per dare un forte impulso al movimento ed alla vita della confraternita stessa che in quel momento era quasi inattiva e tra l’altro non si riuniva da oltre dieci anni.  Fu quindi volontà espressa da S. Ecc. mons. Domenico Petrone, vescovo diocesano, che gli iscritti alla confraternita si riunissero quanto prima per procedere  alla nomina degli ufficiali.

 

Grande merito va dato al sac. Filiberto Brunetti, “che per ben 44 anni tenne la rettoria della confraternita, con amore, passione e zelo, dando esempio di virtù sacerdotali (23/09/1945). Ma soprattutto si deve a questo priore la piena e riuscita collaborazione della confraternita al comitato dei festeggiamenti per la solenne incoronazione di Maria SS.ma del Bosco, avvenuta il 24 agosto 1952.

 

 Negli anni cinquanta l’azione cattolica e’ tra le associazioni di laici al suo culmine di espansione e vitalità. Tanto che il verbale del 17/02/1952 riporta:” il priore da’ lettura dell’epistola inviata da S. Ecc. il vescovo all’arciprete …che fa della confraternita un organismo che deve promuovere e agevolare lo sviluppo dell’azione cattolica”. Solo dieci anni dopo, col Concilio Vaticano II, sarà riconosciuto legittimo il pluralismo di espressioni ecclesiali con la dichiarazione:”i laici possono esercitare l’attività apostolica  individualmente o uniti in varie comunità e associazioni”. (decreto sull’apostolato dei laici, n. 15). Negli anni sessanta si ebbe un’altra crisi dell’associazione e la nostra confraternita non sfuggì alla dispersione.

 

Un avvenimento di grande rilievo per la devozione alla Madonna del Bosco e’ la ricostruzione di un nuovo santuario, in sostituzione di quello che non reggeva più con puntelli. Siamo negli anni 1970-1974 e la generosità del comm. Pilone e l’ingente sacrificio dell’arciprete mons. Domenico Mele realizzarono un ‘ opera che  si e’ notevolmente accresciuta nel corso degli anni e che attende sempre un continuo ed adeguato sviluppo.

 

Su queste premesse si innesta la volontà di un centinaio di uomini, precisamente 41 uomini   e 33 donne ,  così come si evince dalla 1^ votazione per l’elezione del consiglio direttivo del 23/12/1980, che per mantenere vivo il ricordo dell’opera dei “padri nel centenario della Confraternita Maria Regina Coeli” 1880-1980,   si impegnavano  a “sostenere ed incrementare la conoscenza e l’amore verso la Madre di Cristo e Madre nostra, venerata patrona di Spinazzola con il titolo di Maria Santissima del Bosco” (art.2 dello statuto approvato dall’ordinario l’8/12/1980).

 

Di tale associazione interparrocchiale sono stati principali promotori, come già summenzionato,  l’allora parroco don Venturino Lorusso ed il sig.  Ernesto Carrabba, già priore della suddetta confraternita. Essa accoglie fedeli laici uomini e donne che abbiano compiuto i 18 anni di età e conducono una vita cristiana esemplare per il compimento dei propri doveri religiosi. Essa e’ regolata in conformità ai canoni 321 e 326 del vigente codice di diritto canonico per la sua natura di associazione privata ed ecclesiale.

Ma non ci si vuole limitare solo all’aspetto devozionale, se tra le finalità sono anche previste “iniziative atte a mantenere vivo il legame tra il santuario e i fratelli emigrati e a valorizzare gli anziani e i sofferenti, indicando in Maria, Regina del cielo, la sorgente di speranza e di gioia”.

 

Le predette elezioni del 16/12/1980  designarono a far parte del consiglio direttivo 5 uomini e 5 donne, così come prevedeva l’art.  7^ dello statuto , approvato anch’esso come il 1^ ad experimentum per quinquennium in data 08/12/1980 da S.Ecc. mons.  Salvatore Isgrò  il quale scrisse la preghiera in onore di Maria SS.ma  del Bosco. 

 

 

O Cara Madonna del Bosco, a Te

Ricorriamo noi tuoi figli devoti, per

Invocare guida e conforto nel difficile

E travagliato cammino della vita.

 

Ti affidiamo interamente noi stessi,

le nostre famiglie, il nostro lavoro,

la nostra città.

 

Benedici il Papa, il Vescovo e tutta

La Chiesa. Assisti particolarmente i

Nostri fanciulli, gli anziani, i poveri,

gli ammalati, benedici i giovani egli

emigrati, ricordati dei nostri cari defunti.

 

O Madre nostra dolcissima, aiutaci

Ad essere ogni giorno fedeli testimoni

Di Gesù, per godere con Te nella

Comunione dei santi la luce senza

Tramonto della vita eterna.  Amen

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