SANTUARIO

 

 IL VECCHIO SANTUARIO

 

La vecchia chiesa di campagna voluta dal popolo di Spinazzola, fu costruita tra il 1500 e il 1600.

Essa era espressione tipica delle chiesette rurali che in quell'epoca erano molto numerose nelle nostre zone e in tutta la Puglia, ed erano costruite con stili architettonici vari, come era in uso nel XVI e XVII secolo.

Il nostro piccolo Santuario fu costruito con materiali locali come il tufo e la pietra. Nel suo insieme era molto semplice, ma così ben inserito nel bosco, che a quel tempo lo circondava, che invitava, chi lo visitava alla meditazione.

La facciata anteriore della chiesa era sormontata sul portale da un rosone circolare in tipico stile romanico pugliese, mentre sul tetto troneggiavano tre croci in marmo: una al centro della facciata E due poste lateralmente su ogni lato, così da guardare tutto il territorio circostante quasi a benedire tutto quello che abbracciavano con lo sguardo.

Sempre sulla facciata anteriore o principale tra il rosone e il portale, fu apposta nel 1875 una scultura In pietra, eseguita da uno scultore di Bitonto, certo Michele Bombacigno, devoto della nostra Madonna Del Bosco. Questa scultura raffigurava una Madonna con bambino su una quercia inserita in un portale di una chiesa; il riferimento al ritrovamento dell'Icona è chiarissimo e di conseguenza il piccolo santuario fu edificato nello stesso punto.

All'interno della Chiesa vi erano due ordini di finestre che illuminavano la navata centrale e le nicchie dei Santi, mentre alla destra e alla sinistra dell’altare maggiore erano posizionate due tele di classico stile fiammingo; in un un’altra abside sempre sulla destra era posta la copia del quadro della Madonna del Bosco che veniva portato in processione in paese.

Sulla facciata laterale destra, all'esterno, era posizionato un bel campanile realizzato sempre in tufo e pietra; detto campanile aveva alla base forma quadrangolare, mentre dalla sua metà, all'altezza delle finestre e delle campane si chiudeva a forma piramidale, quasi in uno stile vagamente gotico, che fu usato a Spinazzola anche in altre costruzioni, quali il Convento dei Frati Minori di S. Francesco e attigue Chiesa dell'Annunziata e ex Pretura ( 1395 ).

Il campanile del Santuario era sormontato da una croce in ferro battuto, forgiata da artigiani locali.

Questo campanile fu eretto, espressione della devozione del popolo, nel 1837 dopo la devastante epidemia di colera asiatico che decimò gran parte della nostra popolazione.

Sulla facciata posteriore del vecchio Santuario, vi era, infine poggiata una piccola casetta con ingresso a " VIGNALE ", con scala esterna. Questa costruzione veniva usata dai parroci che la utilizzavano come sacrestia, ma serviva allo stesso tempo per l'accoglienza delle schiere di pellegrini che vi si recavano da Spinazzola e dalla vicina Basilicata, a piedi o con piccoli carretti.

Per oltre due secoli, questa bellissima chiesetta, ossia dal ritrovamento dell'Icona e costruzione del Santuario, fino al 1865 circa,  fu meta di continui pellegrinaggi da parte di devoti che la raggiungevano anche scalzi.

In seguito al degrado della costruzione e per mancanza di fondi per poter procedere ad un congruo restauro e relativa conservazione, si pensò di demolirlo definitivamente quando si ultimò la costruzione del nuovo Santuario.

Abbiamo così, perduto per sempre, un piccolo gioiello di architettura rurale, oggi quello che resta a ricordo della vecchia costruzione è solo un epitaffio che racchiude la scultura di Michele Bombacigno, prima citato e le lapidi che ricordano in successione: la prima l'epidemia del 1837, la seconda il ritrovamento del  quadro, dopo l'atto sacrilego, nel 1914; ed infine l'ultima lapide che ricorda il ringraziamento dei militari scampati al secondo conflitto del '43/45.

 

 
   

IL NUOVO SANTUARIO

Il nuovo santuario sorge su di un’area di ha. 3.18.66 denominata “aia della Madonna”, alienata a favore della Confraternita maria SS.ma del Bosco con delibera comunale del 03/02/1970.

 

Il  16 agosto 1970 fu posta la 1^ pietra per la costruzione del nuovo santuario,  e il 13 aprile 1971 il  nuovo  santuario  divenne  una  realtà. presente nella cittadina di Spinazzola. Infatti con   un  solenne  rito  religioso  venne inaugurato e consacrato da S.Ecc. mons. Umberto Altomare, Vescovo di Muro Lucano e Amm.re  .Apostolico della  diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa.

La costruzione di questo santuario fu un   avvenimento di grande rilievo per la devozione alla Madonna del Bosco  che coinvolse tutti i concittadini locali e gli emigrati.

Su queste premesse si innestò quindi la volontà di un centinaio di uomini e di donne che insieme ripresero, con la celebrazione del centenario della nascita della prima Confraternita in onore di Maria SS.ma del Bosco, l’impegno a sostenere ed incrementare la conoscenza e l’amore verso la Madre di Cristo e Madre nostra, venerata Patrona di Spinazzola (art.2^ dello statuto approvato dall’ordinario l’8/12/1980).

Questa intima devozione alla nostra Mamma Celeste spinse l’associazione nel 1984 ad iniziare, la recinzione del santuario come sempre con fattiva collaborazione del comitato feste patronali   e di quanti offrivano le proprie giornate lavorative per far sì che anche quest’opera si potesse realizzare quanto prima..

Sempre nello stesso anno fu costruito il nuovo viale ad angolo retto di acceso al santuario con lo spianamento parziale dello spazio prospiciente il santuario. 

Ancora nello stesso periodo fu realizzato un epitaffio in tufo locale su disegno del concittadino Francesco Vella, sulle fondamenta dell’altare maggiore dell’antico santuario, demolito nel marzo del 1974.

Detto epitaffio a  forma di  prisma rettangolare e’ alto 6,20 mt.

Sulla facciata posteriore sono state sistemate le tre lapidi già esistenti sulle facciate esterne del vecchio  santuario:

la prima del 1837 ricorda l’epidemia di colera asiatico  di quell’anno;

la seconda l’atto vandalico e sacrilegio consumato nel 1914 verso l’icona della Vergine;

la terza la devozione e la fede nella protezione della vergine da parte dei soldati spinazzolesi fatti prigionieri nella guerra del 1940/45.

Sulla facciata anteriore dello steso epitaffio fu collocato e miracolosamente recuperato e conservato il fastigio di pietra, che sovrastava il portale del vecchio santuario, esso consiste in un’edicola contenente l’immagine della Madonna col Bambino ed un albero di quercia , simbolo del bosco.

Dal 1985 ai giorni nostri, notevoli sono stati gli sforzi per rendere sempre più accogliente il nostro santuario.

-   l’impianto di amplificazione sonoro interno ed esterno;

-   la creazione di servizi igienici  interni al santuario, parcheggi,ristoro,zone alberate e verde (parco attrezzato);

-   la pavimentazione interna;

-   l’impianto di illuminazione esterna alla chiesa ed esterna al santuario;

-   nuova elettrificazione delle tre campane.

-   Nell’anno 2006, grazie al contributo della regione Puglia, della Comunità Montana  e come al solito di tanti e tanti fedeli spinazzolesi, in base al progetto realizzato dal nostro vescovo Mons. Mario Paciello, veniva modificato e rielaborato l’intero presbiterio, e l’altare, con la pitturazione completa di tutta la chiesa.

 

A conclusione possiamo asserire che lo spirito che ha sempre accomunato tutti i cittadini spinazzolesi, compresi anche gli emigrati,  che hanno dato  e continuano sempre a dare il proprio contributo economico al mantenimento del santuario, e’ stato quello di poter offrire sempre qualcosa, anche poca cosa.   Se si pensa alle giornate lavorative offerte sin dall’esistenza del vecchio santuario, ai lavori campestri effettuati anche da contadini che magari poco partecipavano alla vita spirituale e parrocchiale, ma che ci  tenevano a dare un piccolo e proprio contributo alla realizzazione ed al mantenimento di questa casa dove l’immagine della Beata Vergine del Bosco risiede abitualmente e da dove ci guarda tutti con cuore di Madre.