SPINAZZOLA

 

CENNI STORICI SU SPINAZZOLA

La Città di Spinazzola,situata  a nord-ovest della provincia di Barletta - Andria - Trani (BAT), si trova ai piedi delle Murge pugliesi, con un territorio di circa 18.000 ettari, che si estende dal confine di Palazzo San Gervasio a quello di Gravina in Puglia. La mancanza di memorie e la scomparsa dei documenti rendono difficile la definizione dell’epoca in cui sorse l’antica “civitas” di Spinazzola. E’ certo che le sue origini sono romane: nel 123 a.c. Caio Gracco emanò in Roma la”lex viarum”, per la quale, tra l’altro, la via Appia fu prolungata da Benevento a Taranto passando per Venosa e Blera (odierna Gravina in Puglia). Sorse così sulla via Appia un ‘importante stazione militare denominata Oppidum Pini secondo l’attestazione di Polibio, ripresa da Cluverio. Nel 1125, secondo Ventimiglia, il nome risulta trasformato in “Spinacium Castrum”. Poco dopo dai Normanni fu denominata “Spinaciolae Castrum”. Molto più tardi, il nome assunse la forma attuale di Spinazzola. Per questo periodo e’ difficile stabilire le vicende di vita spinazzolese.

Sappiamo di certo che nel periodo della dominazione normanna nel Regno di Napoli (sec. IX) e precisamente durante l’invasione normanna di Benevento (1078), Spinazzola cadde sotto la dominazione di Roberto il Guiscardo. Successivamente la città fu conquistata dagli Aragonesi, dai Ferrillo e dai Borboni. Per questi periodi non e’ possibile fornire una documentazione specifica a causa della mancanza di fonti documentarie: probabilmente la popolazione spinazzolese visse in uno stato di estrema miseria  perchè le terre erano tutte nelle mani dei baroni e degli ecclesiastici. L’antica arbitraria distribuzione delle province eseguita nel 1806, aveva assegnato Spinazzola alla Basilicata, distretto di Matera ma un decreto emanato da Gioacchino Murat a Parigi nel 1811, l’aggrego’ alla provincia di Bari, distretto di Altamura e più tardi di Barletta.

A Spinazzola negli anni che precedettero l’unita’,  l’attività politica era legata alla classe aristocratica e la città conobbe il fenomeno del brigantaggio,  come effetto delle delusioni dei contadini e dei pastori nel vedere le loro attese inattuate.

La violenza usata dalla forza pubblica per eliminare tale fenomeno non risolse i problemi che attanagliavano il paese. Soltanto Vito Saraceno, sindaco nel 1886, usò ogni mezzo a sua disposizione per migliorare la situazione. Egli bonificò 400 ettari di terreno, costruì un grande stabilimento enologico, uno di filanda e tessuti ed istituì due banche, opere che permisero il miglioramento della vita di tutte le classi sociali.

Spinazzola continuò la sua vita di piccolo paese tra contraddizioni e lotte; dopo la prima guerra vi furono rivendicazioni tra braccianti e padroni. Infatti, i braccianti senza assunzione prestavano lavoro presso le masserie dei grossi proprietari ed alla fine della giornata esigevano la retribuzione, ma  non sempre l’ottenevano.

Quando non erano soddisfatti si vendicavano incendiando grano e appropriandosi dei terreni incolti.

Infine gli anni del fascismo, ventennio durante il quale gli  agrari soffocarono ogni tentativo di ribellione. Spinazzola anche per questo periodo visse le vicende comuni a tutto il resto d’Italia. 

 Spinazzola, nel corso degli anni ha avuto il privilegio di dare i natali ad alcuni uomini illustri della politica italiana. Detto di Vito Saraceno, ricordiamo il ten. Edoardo Ardito, ufficiale medico morto in guerra a Cefalonia, durante l’esercizio delle sue funzioni, il senatore Raffaele De Cesare, parlamentare di fine anni sessanta e per concludere, a Spinazzola è nato Antonio Pignatelli, meglio conosciuto con nome di Papa Innocenzo XII (1625-1700), figlio di una nota ed aristocratica famiglia napoletana che ha abitato dunque a Spinazzola nel castello che porta il nome della stessa famiglia e che si trova nel centro storico della città, nei pressi della Chiesa Madre ove il futuro Papa Innocenzo ricevette il sacramento del battesimo.

Le origini

 Per comprendere appieno il significato della "Festa della Madonna del Bosco",   denominazione che qualifica, la nostra festa patronale, è d'obbligo ripercorrere le  nostre origini, sia storiche che geografiche. 

Sappiamo che Spinazzola (AD PINUM), Gravina (BLERA), il Garagnone (SILVIUM), Venosa, Genzano,  ed altri paesi che circondavano la zona facevano parte di una serie di stazioni Romane lungo la Via Appia che terminava a Brindisi; erano queste terre fertilissime.

Era tale la ricchezza di queste zone, che lo storico VOSSIO, narra di festeggiamenti che venivano fatti, in queste zone rurali, ogni tre anni per celebrare il DIO BACCO per l'abbondanza dei raccolti le feste erano denominate "TRIATERICA" che significa, appunto ogni tre anni. 

Con il passare dei secoli seguirono anche gli avvicendamenti delle dominazioni straniere: normanna sveva, angioina, etc. Nel frattempo come si evince da fonti storiche, Spinazzola continuava ad essere un crocevia importantissimo verso Oriente; è noto l'insediamento dei Templari nel XII secolo.

Infatti nel nostro paese, alcuni esponenti dell'ordine, fecero costruire un Ospedale che fu attivo per tutto il tempo delle Crociate e, particolarmente per curare i feriti che tornavano dalla Terra Santa.

Quasi sicuramente in questo momento storico, si consolidò a Spinazzola, il culto della Madonna Delle Grazie, a noi meglio nota come Madonna del Popolo. Questa festa si svolgeva il 2 luglio e serviva a ringraziare, da parte del popolo, la Madonna per il buon esito del raccolto.